mercoledì 31 dicembre 2008

“Resoconto Bibliografico” su Gualberto Gismondi, Cultura tecnologica e speranza cristiana

“Resoconto Bibliografico” su Gualberto Gismondi, Cultura tecnologica e speranza cristiana

12. Critiche sociologiche alle utopie tecnocratiche

"Cultura tecnologica e speranza cristiana" sottolinea che una critica significativa allo strategismo tecnocratico non riguarda solo i lavoratori ma coinvolge l'intera società, che ormai non ritiene più attendibili immagini e concetti anche recenti, come quello di società informatiche. Neppure le più sofisticate innovazioni informatiche bastano a creare società nuove o migliori. Anche lo sviluppo informatico, infatti, ha contribuito a fare prevalere le esigenze dell'efficienza, del controllo, del profitto e dei consumi sopra ogni altro valore umano, culturale e sociale.

Perciò, nota Gismondi, anche la critica sociologica conferma ormai quanto il magistero sociale aveva indicato più di un secolo fa nella Rerum Novarum, ossia che le gravi difficoltà delle società tecnologiche si possono superare solo mediante la collaborazione di tutte le componenti umane. Questo principio fu sempre un cardine della dottrina sociale cristiana, come conferma anche l'enciclica di Giovanni XXIII sulla pace, indirizzata a tutti gli uomini di buona volontà. Nel XIX secolo Leone XXIII, nella Rerum Novarum, richiamò l’attenzione del mondo sul fatto che l'errore delle diverse ideologie (liberalismo, marxismo ecc.) consiste nel rifiutare, per motivi opposti, in un modo o nell’altro, la collaborazione.

Più di un secolo di storia e le vicende del XX secolo hanno confermato quanto sottolinea l'enciclica Centesimus Annus: "la soluzione dei gravi problemi nazionali e internazionali non è solo questione di produzione economica o di organizzazione giuridica e sociale, ma richiede precisi valori etico-religiosi, cambiamento di mentalità, di comportamento e di strutture" (20). (Continua)

Note:

20) Centesimus Annus 60.

(Da: G. Zigliani, “Resoconto Bibliografico” su Gualberto Gismondi, Cultura tecnologica e speranza cristiana)

(Prossimo testo: 13. Antropologia e umanesimo nei problemi tecnologici)

Resoconto Bibliografico” su Gualberto Gismondi, Cultura tecnologica e speranza cristiana

Resoconto Bibliografico” su Gualberto Gismondi, Cultura tecnologica e speranza cristiana

11. La riflessione critica sulla tecnologia

Dopo aver esaminato le concezioni favorevoli alla tecnologia, Gismondi analizza quelle più sfavorevoli, cercando di farne emergere eventuali contenuti costruttivi e positivi, ancorché problematici. Egli si propone di trovare elementi utili a rinnovare la cultura tecnologica, arricchendola di quegli apporti umanistici, etici, filosofici e teologici di cui ha più urgente bisogno. A tal fine sottolinea che, nell'attuale mobilità mondiale di investimenti e di produzioni sempre più automatizzate, la competizione, nelle sue varie forme, non garantisce la prosperità sociale né la sicurezza del lavoro.

Quella vantata "catena della prosperità", che doveva garantire tutti gli “anelli del benessere”, ossia i passaggi dagli investimenti alle innovazioni, alla produttività, alla competitività, alla prosperità e al benessere sociale, ha fallito. La catena ha mostrato, invece, ben altri anelli: disoccupazione strutturale, destabilizzazione sociale, rigido controllo del lavoro, incertezza, precariato ed erosione delle migliori capacità professionali (qualità, abilità, competenza, creatività, elasticità e versatilità produttiva ecc.). Stando così le cose, l'unica alternativa, per quanto difficile, è il capovolgimento dei dogmatismi economicisti e tecnicisti.

Le realtà da porre come costanti, anziché come variabili, dovrebbero essere: la piena occupazione, le comunità stabili, le infrastrutture solide, l’integrità ambientale e regionale, la sanità decente, l’istruzione efficace, il cibo e alloggio e la democrazia reale. I capitoli centrali di "Cultura tecnologica e speranza cristiana" confermano che questo mutamento non può essere affidato alla sola tecnologia, ma deve coinvolgere l’intero contesto culturale, etico, sociale, politico ed economico. Alle società tecnologiche occorre una nuova cultura, che ponga a valore prioritario la dignità e la verità della persona umana e una qualità di vita ad esse adeguata (18).

Gismondi mostra che, al riguardo, le più recenti encicliche sociali, fino alla Centesimus Annus offrono pertinenti indicazioni: a) "lasciarsi guidare da un'immagine integrale dell'uomo che rispetti tutte le dimensioni del suo essere e subordini quelle materiali e istintive a quelle interiori e spirituali"; b) obbedienza alla verità su Dio e sull'uomo, come condizione prima della libertà, che consente di ordinare bisogni, desideri e loro soddisfacimento in una giusta gerarchia; c) integrale sviluppo della persona umana nel lavoro, che non contraddice, ma piuttosto favorisce la maggiore produttività ed efficacia del lavoro stesso, anche se ciò può indebolire assetti di potere consolidati; d) azienda intesa come società o comunità non di capitali ma di persone (19). (Continua)

Note:

18) S. Wood (ed.), The Transformation of Work? Skill, Flexibility and the Labor Process, (London 1989); C. Lasch, The True and Only Heaven: Progress and its Critics, (New York 1991).

19) Centesimus Annus 36, 41-42.

(Da: G. Zigliani, “Resoconto Bibliografico” su Gualberto Gismondi, Cultura tecnologica e speranza cristiana)

(Prossimo testo: Resoconto. 12. Critiche sociologiche alle utopie tecnocratiche)

martedì 30 dicembre 2008

“Resoconto Bibliografico” su Gualberto Gismondi, Cultura tecnologica e speranza cristiana

Resoconto Bibliografico” su Gualberto Gismondi, Cultura tecnologica e speranza cristiana

10. Futurologia ed evoluzioni tecnologiche

"Cultura tecnologica e speranza cristiana" ha fatto emergere le interpretazioni bio-naturalistiche ed evoluzioniste della tecnologia come fertile terreno di un tecnologismo che scopre ovunque evoluzioni, innovazioni inarrestabili e forme sempre più spinte di società tecnologiche. Questi caratteri dimostrerebbero la necessità di previsioni sulle tendenze e gli orientamenti futuri, ossia di una “futurologia scientifica.” Gismondi, tuttavia, ha messo in luce l'effimera parabola di questa scienza. Alla metà del secolo XX, essa si prefiggeva di capire il futuro per orientare il presente (15).

Non riuscendovi, capovolse il progetto originario e si propose di capire il presente per orientare il futuro. Neppure questo tentativo rispose alle attese. Si passò allora all'analisi dei contenuti (content analysis) che “doveva prevedere" il futuro, analizzando e calcolando lo spazio riservato a determinati argomenti, su determinate riviste e giornali, in determinati periodi di tempo. Essa ebbe una gran fortuna iniziale negli USA (16). In "Umanità 2000. Per un nuovo progetto sociale" (1976), Gismondi aveva già analizzato alcuni studi sul presente (ideologie e sistemi), il passato (storia di tecnologia e pensiero tecnologico) e il futuro (previsioni), per offrire ai lettori spunti di riflessione critica.

In "Cultura tecnologica e speranza cristiana", quindi, ha potuto riconfermare l’infondatezza della tesi che solo le tecnologie (singole o sistemi) possano risolvere i problemi umani, mediante le loro capacità autocorrettive. Tale errore nasce dal concentrare gli sguardi esclusivamente sulle cose, gli oggetti e le organizzazioni materiali, trascurando le persone e i loro ruoli. Trattare l'uomo come un grande assente, però, significa cadere nell’autovanificazione. Le realtà esterne e materiali: tecniche, impianti, sistemi, innovazioni ecc., non possono mai divenire protagoniste. Tale antiumanesimo (o disumanesimo?), nota l'autore, è tanto più ovvio e radicato, quanto più inconscio e inavvertito.

Rileva, quindi, che fino a quando esso dominerà la cultura, impedirà alle potenzialità della tecnologia di esprimersi positivamente. Di qui la sua proposta di rinnovare la tecnologia rinnovando la cultura tecnologica in senso umano, seguendo l'umanesimo integrale indicato in "Gaudium et Spes" e incessantemente arricchito nei successivi documenti, fino alla "Centesimus Annus" (17). A tal fine Gismondi analizza le maggiori encicliche sociali (Continua)

Note:

15) G. Gismondi, Umanità 2000. Per un nuovo progetto sociale, (Roma 1976); B. De Jouvenel, L'art de la conjecture (Paris 1962); D. De Rougemont, L'avvenire è nelle nostre mani, (Roma 1979); R. Jungk, L'uomo del millennio, (Torino 1973).

16) J. Naisbitt, Megatrends. The Ten Directions Transforming Our Lives, (New York 1984); C. Evans, Mighty Micro: Impact of the Computer Revolution, (London 1982).

17) Gaudium et Spes 55.

(Da: G. Zigliani, “Resoconto Bibliografico” su Gualberto Gismondi, Cultura tecnologica e speranza cristiana)

(Prossimo testo: Resoconto bibliografico. 11. Il pensiero critico sulla tecnologia)

“Resoconto Bibliografico” su Gualberto Gismondi, Cultura tecnologica e speranza cristiana

Resoconto Bibliografico” su Gualberto Gismondi, Cultura tecnologica e speranza cristiana

9. Storicità senza storicismo

"Cultura tecnologica e speranza cristiana" approfondisce le dimensioni storiche delle realtà tecnologiche, ricordando che il loro oblio degrada le teorie in ideologie (12). Sottolinea, inoltre, che la prospettiva storica consente: a) un miglior chiarimento dei problemi riguardanti la realtà, l'identità e i caratteri della tecnologia, dei sistemi e della cultura tecnologica; b) il controllo del rischio che gli aspetti tecnicisti diventino alibi teorici per giustificare le negatività prodotte dalla tecnologia (13). Di fatto, il panorama storico mostra l'estrema varietà degli aspetti assunti dalla tecnica nel corso dei secoli, ridimensionando ogni rigido schema teorico.

La storia mostra come, in ogni epoca e cultura, l'umanità abbia costruito i modelli di tecnica più adatti alle proprie esigenze, orientandoli a finalità non esclusivamente materiali. Evidenzia pure che, fin dai periodi più antichi, l'uomo ha finalizzato la tecnica, non solo alla sopravvivenza, ma anche al perfezionamento della propria vocazione umanizzante, alla trasformazione del mondo da selvatico in umano e all'accrescimento del senso e dei significati delle cose. Mostra, infine, che tale umanizzazione fu possibile finché l'uomo considerò la natura come creazione divina, da rispettare e amare, anziché una “cosa” da dominare e manipolare.

Quando invece la mentalità moderna rifiutò i valori cristiani, appellandosi a quelli scientisti, razionalisti e positivisti dell’assoluta autonomia e razionalità umana, l'antica alleanza venne meno e la tecnologia divenne un opprimente sistema onnicomprensivo. Il puro tecnicismo, al quale essa da allora si ispira, ha causato l'involuzione della cultura tecnologica moderna. Questa, tuttavia, rimane solo una delle molte forme storico-culturali possibili, prodotte e tramandate dalle contingenze. Come ogni costruzione umana transitoria, quindi, potrà essere sostituita o scomparire del tutto.

Ciò avverrà se la cultura considererà protagonisti principali i "soggetti umani" e non gli "oggetti tecnologici". Il problema, quindi, rimane nelle mani dell'uomo, confermando la priorità delle speranze, convinzioni e motivazioni coscienti, che animano le persone. Pertanto, anche nelle culture tecnologiche, la soluzione non sta nelle cose o nei prodotti materiali, ma nei significati umani e spirituali riguardanti la qualità della vita, la società e la cultura. Ai livelli più profondi, quindi, riaffiorano sempre le esigenze dell'uomo, il suo futuro, le sue speranze di liberazione e di salvezza (14). (Continua)

Note:

12) Gismondi, Fede e cultura scientifica, cit., 60ss. Cf. G. Friedmann, Sept études sur l'homme et la technique, (Paris 1962); Staudenmaier, I cantastorie, cit., 11.

13) S. Gidion, Mechanization Takes Command. A Contribution to Anonymous History, (New York-London 1948).

14) Ex Corde Ecclesiae 7.

(Da: G. Zigliani “Resoconto Bibliografico” su Gualberto Gismondi, Cultura tecnologica e speranza cristiana)

(Prossimo testo: Resoconto 10. Futurologia ed evoluzioni tecnologiche)

lunedì 29 dicembre 2008

“Resoconto Bibliografico” su Gualberto Gismondi, Cultura tecnologica e speranza cristiana

Resoconto Bibliografico” su Gualberto Gismondi, Cultura tecnologica e speranza cristiana

8. Limiti del naturalismo, biologismo, evoluzionismo

Gismondi nota che l'immanentismo ha reso la cultura tecnologica vulnerabile e succube di mitologie, ideologie e pregiudizi che la spingono alla passività e aggressività. È passiva per la sua rassegnazione alle conseguenze negative delle innovazioni tecnologiche. È aggressiva per la sua pretesa di risolvere i problemi umani con tecniche sempre più potenti e sofisticate. Non a caso, la sua concezione più riduttiva, bio-naturalistica, considera i sistemi tecnologici come sistemi biologici di organismi viventi. Tale modello mette in luce le correlazioni fra società e tecnologia e il crescente coagularsi delle tecnologie in grandi sistemi tecno-sociali.

In questo modo, però, non può percepire la notevole asimmetria dei due influssi. Indica come le tecnologie incidano sugli aspetti essenziali della vita umana, ma non sa indicarne le conseguenze negative e i modi per correggerle. La dimensione tecnoscientifica, quindi, opprime o sopprime quella umana, etica e sociale. I disagi che ne derivano, però, fanno emergere la necessità del cammino opposto: partire dalla priorità delle tematiche umane e comunitarie. Le prospettive bio-naturalistiche ed evoluzionistiche, infatti, gonfiano unilateralmente i vantaggi della tecnologia, tacendone gli svantaggi. Inoltre non distinguono quel che è, da quello che dovrebbe essere. Escludendo ogni discorso sulle finalità, rimangono cieche di fronte al futuro. Questi difetti sono ulteriormente peggiorati dalle prospettive evoluzionistiche, che interpretano il fenomeno tecnologico come un'evoluzione perenne priva di finalità.

Gismondi sottolinea che esse continuano a ignorare, quindi, ciò che molti operatori scientifici, metodologi ed epistemologi sottolineano già da tempo, ossia che il travaso di concetti, categorie, modelli e logiche dalle scienze naturali alle scienze umano-sociali, è scorretto, errato e arbitrario. Il "Nobel" Samuelson, in particolare, ha dimostrato che "nulla è più pietoso" in campo scientifico, che "forzare analogie tra concetti" di scienze diverse (10). Passando dai metodi ai contenuti, Gismondi rileva altri importanti errori. Il primo è che i presunti effetti "automatici e positivi" dei processi tecnologici su persone, famiglia, lavoro, società ecc. sono stati confutati fattualmente e, al livello teorico, anche dalle scienze psicologiche, sociali, culturali e antropologiche. Il secondo è che i principi teorici applicati alle realtà puramente materiali non si possono trasferire tali e quali in campo storico e antropologico.

Quanto più si procede verso il centro dei sistemi tecnologici, si scoprono divari e contrasti che aumentano, insidiandone la sopravvivenza e quella degli stessi principi che presiedono alla loro crescita. Ciò che dapprima ne accresceva l'efficienza, ne causa poi l’inefficienza, il degrado e il collasso. Proprio dalle “prospettive biologiste", quindi, derivano sia il dilemma fra un impossibile arresto della tecnica o la sua catastrofica continuazione che il "principio disperazione". Tale dilemma o difficoltà insuperabile deriva solo dalle interpretazioni deterministe, evoluzioniste, materialiste, naturaliste, biologiste ecc., che, però, sono fondate su pregiudizi scientisti indimostrati.

Tale dilemma o aporia non sorge, invece, nelle prospettive storiche, culturali, personali e sociali, convalidate dall'emergere dei fenomeni complessi, ipercomplessi e finalistici (11). "Cultura tecnologica e speranza cristiana" dimostra, quindi, che la lettura neo-darwinista dei problemi tecnologico-culturali esige alcune fondamentali correzioni: a) la componente umana e culturale dei sistemi, essendo prioritaria e superiore, non può essere subordinata a quelle puramente materiali; b) la finalità, sempre più valorizzata dai nuovi paradigmi delle nuove scienze, deve assumere il ruolo-guida che le compete; c) i problemi complessi dei sistemi tecnologici non vanno costretti (riduzionismo, riduttivismo) in schemi puramente deterministico-meccanicistici (pura necessità) o casuali-aleatori (puro caso), che li snaturano; d) occorrono modelli storico-culturali, che riconoscano e rispettino la complessità, la progettualità e la ricchezza dell'informazione (intelligenza, informazione, finalità, progetto). (Continua)

Note:

10) P.A. Samuelson, "I principi di massimo nell'economia analitica", in Lezioni Nobel di economia, 1969-1976, (Torino 1978), 82.

11) Gismondi, Fede e cultura scientifica, cit., 103-123.

(Da: G. Zigliani, “Resoconto Bibliografico” su Gualberto Gismondi, Cultura tecnologica e speranza cristiana)

(Prossimo testo: Resoconto bibliografico. 9. Storicità senza storicismo)

“Resoconto Bibliografico” su Gualberto Gismondi, Cultura tecnologica e speranza cristiana

“Resoconto Bibliografico” su Gualberto Gismondi, Cultura tecnologica e speranza cristiana

7. Rapporti fra tecnicità, scientificità e valori

Nella prospettiva della speranza biblico-cristiana, le componenti della cultura tecnologica e le loro interrelazioni complesse acquistano particolare significato. Si pensi, ad esempio, alle differenti condizioni storiche, culturali e sociali, alle precomprensioni filosofiche, ai pregiudizi ideologici e ai diversi interessi economici, politici, ecc. Il metodo transdisciplinare ha consenteito all'autore d'identificare alcuni elementi più significativi per risolvere i grandi problemi umani, culturali e sociali presenti in tutte le aree del mondo, in seguito alla crescita tecnologica (7).

Gismondi ha concentratolo la riflessione sulla cultura tecno-scientifica, collegandola ai fondamenti antropologici, storici, socio-culturali e filosofici che danno lo spessore umano e spirituale al "significato originario della tecnicità". Esso permane, sopra e oltre le mutevoli situazioni storico-culturali. Sua dimora sono i più diversi contesti e rapporti umani, sociali e culturali. È in essi che va costruito il significato culturale e umanistico di una tecnica volta a liberare l'uomo dai limiti e i condizionamenti della natura.

Anche la tecnoscienza rivela le potenzialità di sviluppo dell'uomo e dell'umanità, mediante progetti tecnologici capaci di liberare l'uomo dai suoi limiti e condizionamenti materiali. Essa, tuttavia, ha bisogno della riflessione filosofica per approfondire i suoi approcci alla realtà, e apprenderne il significato e il valore. Se la scienza espande la sua indagine sistematica sulla realtà naturale e la filosofia ne dà i significati e valori prossimi, la teologia offre i significati e i valori ultimi, naturali e soprannaturali della realtà (8). Ogni progetto tecnoscientifico, infatti, per non degradarsi in utopia e ideologia, esige un contesto trascendente e teologale di redenzione e di salvezza.

Nelle società tecnologiche unidimensionali, solo un'apertura alla speranza trascendente consente di recuperare l'istanza originaria della tecnica smarrita o distrutta dalle pseudoculture tecnologiche, riduttive e unilaterali. A ragione, perciò, Gismondi interpreta ogni principio speranza, puramente terreno, come un'invocazione e una protesta contro le tecnologizzazioni disumanizzanti la vita e le persone. Esso costituisce, tuttavia, soltanto il primo passo.

Per procedere oltre, occorre avanzare nella ricerca di vie di recupero di una dimensione umanistica, che apra la cultura tecnoscientifica alle esigenze filosofiche, antropologiche, etiche e religiose. Ciò esige un discorso sui fini, i significati e i valori umani che fondano una cultura tecnologica adeguata. Essa, al di là di ogni riduttivismo tecnicista, scientista ed economicista, deve esprimere una speranza che, per essere autentica, deve essere non solo filosofica, ma anche teologica e teologale (9). (Continua)

Note:

7) P. Tillich, The Spiritual Situation in Our Technical Society, (Macon 1988) 3; J.M. Staudenmaier, I cantastorie della tecnologia, (Milano 1983) 9.

8) Veritatis Splendor n. 1.

9) Gismondi, Nuova evangelizzazione e cultura, cit., 243-245

(Da: G. Zigliani, “Resoconto Bibliografico” su Gualberto Gismondi, Cultura tecnologica e speranza cristiana)

(Prossimo testo: Resoconto bibliografico. 8. Limiti del naturalismo, biologismo, evoluzionismo)

domenica 28 dicembre 2008

“Resoconto Bibliografico” su Gualberto Gismondi, Cultura tecnologica e speranza cristiana

6. Struttura generale del volume

Dopo avere esaminato i caratteri generali del libro Cultura tecnologica e speranza cristiana, passiamo ora ai suoi contenuti specifici e agli argomenti suddivisi nei vari capitoli. Nel primo capitolo si considerano i rapporti fra pensiero tecnico e scientifico e fra scienze e tecnologia, nell'ambito della cultura moderna e della situazione postmoderna. Nei capitoli dal secondo al quinto, sono analizzate le diverse prospettive in cui viene interpretata la tecnologia: bio-sistemica, evoluzionista, storica e utopico-avveniristica.

I capitoli sesto e settimo riflettono, invece, sule molteplici critiche mosse alla tecnologia e che vanno dai semplici rilievi e giudizi negativi fino ai rifiuti globali. Gismondi cerca di fare emergere le buone ragioni delle diverse posizioni, evidenziando le precomprensioni su cui si fondano. Il quadro dei presupposti che ne ricava mostra l’alternarsi degli adattamenti fatalisti alle conseguenze negative, degli entusiasmi emotivi a quelle positive, dei condizionamenti ideologici e dei temi controversi come sviluppo, liberazione dei popoli e pregiudizi etnocentrici sulle culture. Quelle non tecnologiche, infatti, sono giudicate sovente e sbrigativamente "arretrate".

L’autore dà particolare rilievo ai presupposti scientisti, economicisti, tecnicisti e tecnocratici e alle soggiacenti visioni materialiste, biologiste, evoluzioniste ecc. Focalizza, inoltre, l'attenzione sulle conseguenze personali e socio-culturali delle innovazioni tecnologiche e sui riflessi antropologici, etici e filosofici del rapporto cultura-tecnologia, sottesi ai processi dinamici della catena tecnologica: operazione-fenomeno-ambiente-sistema. Gismondi pone pure in rilievo la simbiosi uomo-tecnica, i rapporti fra tecnica, cultura e vita umana, l'espansione dinamica dei sistemi tecnologici, le conseguenze dello "svuotamento dell'uomo", le interazioni fra innovazioni tecnologiche, economia e politica ecc.

Poiché il libro è anche una ricerca degli elementi che rendono complesse le tematiche tecnologiche, i capitoli dall'ottavo al decimo analizzano le opzioni filosofiche sulla tecnologia nelle loro dimensioni antropologiche e nelle loro prospettive umanistiche. Il capitolo undicesimo studia i rapporti della tecnologia con i sistemi economico-industriali. Esso presenta importanti rilievi epistemologici sulla dottrina economica. Nei capitoli dodici e tredici, Gismondi confronta direttamente le istanze, invocazioni e proposte inerenti al principio speranza di E. Bloch, rigorosamente secolarizzato e immanente, con le poliedriche espressioni della speranza biblico-cristiana.

Attingendo a un'ampia letteratura internazionale, l'autore verifica le effettive possibilità di una speranza degna di tal nome, libera da riduttivismi e illusioni utopiche, veramente trascendente, escatologica e teologale. Solo questa gli appare capace di soddisfare le richieste più severe ed esigenti. Constatata l'inattuabilità del tentativo blochiano, l'autore approfondisce le autentiche potenzialità che la speranza biblico-cristiana offre grazie alla sua forte tensione teologale, profetica ed escatologica produttrice di impegni e opere storicamente attuali. Si sofferma, quindi, sui modi in cui tali impegni e opere possono innestare, nelle culture tecnologiche avanzate, industriali e postindustriali, i valori del Regno e le loro poliedriche dimensioni (teologale, antropologica, religiosa, etica, culturale, sociale, storica, politica, economica ecc.).

Gismondi sottolinea, in particolare, alcuni elementi indicati dalla dottrina sociale cristiana quali: cultura sociale-solidale, democrazia solidale ed economia sociale-solidale. Essi consentirebbero alla speranza cristiana di creare una nuova cultura tecnologica, ispirata a solidarietà e socialità, centrata sulla verità dell'uomo, capace di valorizzare i migliori apporti scientifici e tecnologici e di trasformarli in anticipi, segni e salvaguardia della trascendenza della persona umana (6). Per Gismondi, questo progetto, ampio, complesso e arduo esige un fondamento teologale adeguato poiché, nella sua profonda essenza, non può essere l'espressione delle ideologie, utopie o illusioni umane, ma della salvezza indicata dalla fede e dalla speranza. cristiana. (Continua)

Note:

6) Centesimus Annus n. 54-55; Gaudium et Spes n. 76; Redemptor Hominis n. 13.

(Da: G. Zigliani, “Resoconto Bibliografico” su Gualberto Gismondi, Cultura tecnologica e speranza cristiana)

(Prossimo testo: Resoconto bibliografico. 7. Rapporti fra tecnicità, scientificità e valori)

“Resoconto Bibliografico” su Gualberto Gismondi, Cultura tecnologica e speranza cristiana

5. Il principio “speranza cristiana”

Muovendo dalla constatazione che un discorso sulla tecnologia coinvolge tutti gli ambiti umani e socio-culturali, il testo di Cultura tecnologica e speranza cristiana pone particolare attenzione ai diversi elementi in gioco, con periodizzazioni e puntualizzazioni di notevole importanza, quali: a) rinnovare non tanto la tecnologia, quanto la cultura tecnologica e, nell'ambito di questa, la tecnologia; b) procedere a un rinnovamento culturale che, per sua natura, è innanzitutto umanistico: antropologico, teologico, sociale e solo in fine etico; c) coinvolgere in esso la potenza salvifica della speranza cristiana, teologale ed escatologica, attuata mediante gli impegni profetici, etici e storico-socio-culturali, richiesti dalla fede e dalla speranza cristiana.

Il volume, quindi, mostra che i problemi tecnologici non si risolvono in una prospettiva puramente tecno-scientifica, ma richiedono un ampio approccio: antropologico, sociale e culturale. Gismondi analizza le riletture della tecnologia avanzate dalle attese progettuali e dalle analisi critiche delle diverse scuole del pensiero contemporaneo occidentale. La sua analisi è trans-disciplinare, ossia interattiva fra molteplici articolazioni: filosofiche, storiche, epistemologiche, scientifico-sociali, teologiche ecc.

Essa tiene conto anche delle diverse e contrastanti visioni antropologiche, ideologiche, utopiche ecc. Applicando alle problematiche tecnologiche il metodo già collaudato per l'analisi delle scienze naturali, di quelle umano-sociali e della religione, egli valuta criticamente le elaborazioni dei maggiori esperti e le valorizza per esplicitare i molteplici aspetti che rendono la questione così complessa e intricata. (Continua)

(Da: G. Zigliani “Resoconto Bibliografico” su Gualberto Gismondi, Cultura tecnologica e speranza cristiana)

(Prossimo testo: Resoconto bibliografico. 6. Struttura generale del volume)

sabato 27 dicembre 2008

“Resoconto Bibliografico” su Gualberto Gismondi, Cultura tecnologica e speranza cristiana

Resoconto Bibliografico” 4. Tre "principi" risolutori

Riguardo al futuro tecnologico dell'uomo e del mondo posto nell'ottica dei tre "principi", Gismondi sottolinea alcune caratteristiche dei tre autori da lui chiamati in causa. Bloch ha proposto una speranza puramente terrena, mondana e immanente, che esclude la Trascendenza. Anders ha risposto con la "disperazione" che si contrappone facilmente alla speranza blochiana priva di concrete soluzioni e di reali vie d'uscita. Tra questi due estremi problematici e irreali, la via proposta di Jonas dimostra un’indubbia validità: la responsabilità, che congiunga etica universale e realismo politico.

Di fronte ad esse, la posizione di Gismondi, critica ma scevra da polemica, appare molto articolata. Essa esclude la proposta blochiana, la cui matrice d’immanenza marxista si è già infranta nell'impatto storico, autovanificandosi nello stesso orizzonte terreno. È stata confutata dalla storia e dalla prassi, dimostrandosi teoreticamente inconsistente e contraddittoria. Risultando incapace di rispondere ai progetti puramente terreni, ancor meno può rispondere a quelli ben più rigorosi di una speranza umana, in senso autenticamente antropologico.

Benché si opponga frontalmente a questa proposta illusoria, neppure la disperazione assunta a principio può costituire una soluzione o una risposta. Resiste soltanto la "responsabilità etica" di Jonas, per il suo elevato valore umano, spirituale, etico e concettuale. Nonostante ciò, non possiamo nasconderci che la dimensione etica e politica è certamente indispensabile, da sola tuttavia, eimane insufficiente per un compito dalle dimensioni estremamente vaste, che coinvolge tutti gli ambiti umani e socio-culturali più profondi e non solo quello puramente tecnologico, etico e politico. (Continua)

(Da: G. Zigliani, “Resoconto Bibliografico” su Gualberto Gismondi, "Cultura tecnologica e speranza cristiana")

(Prossimo testo: "Resoconto Bibliografico" 5. Il principio “speranza cristiana”)

“Resoconto Bibliografico” su Gualberto Gismondi, Cultura tecnologica e speranza cristiana

Resoconto Bibliografico” 3. Speranza cristiana e cultura tecnologica

Nell’opera complessiva di G. Gismondi, la scelta di porre i problemi delle scienze e della tecnologia in termini di "cultura" risalta ancora più chiaramente nel recente volume "Cultura tecnologica e speranza cristiana", ove l’autore pone i problemi della tecnologia in termini di "cultura tecnologica". A ciò va aggiunto il superamento di quei difetti rilevati negli altri autori e il merito di avere inserito i complessi problemi tecnologici nella valida prospettiva puntualizzata acutamente dal Giannini. Gismondi, quindi, anche in quest’ultimo libro, affronta la diffusa constatazione del futuro tecnologico come preoccupante incognita per l'uomo e il mondo tanto che, per superarla, sono stati proposti tre "principi" divenuti ormai classici: il "principio speranza" di E. Bloch, il "principio disperazione" di G. Anders e il "principio responsabilità" di H. Jonas.

Gismondi rileva che la "speranza" secondo Bloch, chiusa a ogni trascendenza, non riesce ad essere una speranza nel senso vero del termine. A sua volta, la "disperazione" di Anders, negando la stessa speranza di ogni soluzione e sbocco, non risolve il problema. Al contrario, la "responsabilità" etica e politica proposta da Jonas è veramente apprezzabile. Gismondi nota, tuttavia, che l’etica e la politica presuppongono ed esigono un più ampio e significativo contesto di ordine antropologico e socioculturale. Senza questi, infatti, un impegno puramente etico e politico risulta inadeguato per rinnovare ciò che è essenzialmente culturale e sociale (5).

Questo modo d’impostare il problema indica che l'opera di Gismondi si colloca in un contesto problematico ampio, complesso, articolato ma inesplorato e, anche per questo, di bruciante interesse e attualità. La sua proposta è rivolta a impedire il progressivo svuotamento e asservimento tecnologico dell'uomo e del mondo. Per questo la formula nei seguenti termini: rinnovare la cultura tecnologica e, nel suo ambito, la società tecnologica e la tecnologia. L'autore ritiene, però, che un rinnovamento pluridimensionale di ordine: culturale, umanistico, antropologico e sociale, esiga un discorso non soltanto etico ma, soprattutto, antropologico, centrato sulla speranza teologale cristiana, forte della sua dimensione sia escatologica (ossia finale) che profetica (ossia storica) corredata dai concreti impegni etici, sociali e culturali che ne derivano.

Nota quindi che la speranza cristiana, per far presa sulla sociocultura tecnologica, deve coinvolgere pure i problemi della politica (democrazia solidale) e dell'economia (partecipazione solidale). Per poter recuperare l'istanza originaria della tecnicità al suo pieno senso umano e, ancor più, al suo significato salvifico, divino e trascendente quindi, occorrono, nuovi fini e valori ai quali improntare progetti, innovazioni e sistemi tecnologici. (Continua)

Note:

5) E. Bloch, Das Prinzip Hoffnung, (Frankfurt a M. 1959); G. Anders, "Die beweinte Zukunft", Die atomare Drohung, (München 1983); H. Jonas, Das Prinzip Verantwortung, (Frankfurt a M. 1979).

(Da: G. Zigliani, “Resoconto Bibliografico” su Gualberto Gismondi, "Cultura tecnologica e speranza cristiana")

(Prossimo testo: Resoconto bibliografico. 4. Tre "principi" risolutori)

venerdì 26 dicembre 2008

“Resoconto Bibliografico” su Gualberto Gismondi, Cultura tecnologica e speranza cristiana

“Resoconto Bibliografico” 2. Scienza, empiria, tecnologia

Nei suoi vari scritti, Gismondi ha notato che il distacco della scienza e della cultura da ogni trascendenza le avvolge nei lacci di un empirismo che le condanna all'indifferenza ai valori autentici. Anche Giannini ha giustamente sottolineato che Gismondi dimostra efficacemente come il trascendimento sia richiesto dalla stessa empiria, correttamente intesa, "per emergere dall'immanente che l'attanaglia da ogni lato, impedendogli di cogliere la propria posizione nell'ordine della realtà". Solo "trascendendo" (ossia andando-oltre) si può trovare un fondamento esaustivo a ciò che esige di essere fondato, "non avendo in se stesso ciò che va cercando e di cui ha assoluto bisogno". Gismondi valorizza costantemente questi elementi, richiamando il fatto che "la trascendenza è la soluzione del problema che l'empirico immanente pone non appena si rende conto della necessità del fondamento che solo può assicurargli sussistenza e consistenza".

Questa impostazione gli consente di coniugare una elevata consapevolezza epistemologica con un discorso sulla trascendenza, rigoroso nei presupposti e nel significato selettivo. Ciò vale sia in rapporto alla scienza e alla secolarizzazione, che riguardo ai problemi etici, che spuntano subito allorché la cultura scientifica manifesta la sua insufficienza circa il profilarsi della dimensione tipicamente umana, non riducibile a schematismi e riduzionismi di sorta. Giannini nota, al riguardo, che la scienza si iscrive a titolo di "sondaggio iniziale nell'unica intenzionalità dell'essere" e che perciò, come mostra Gismondi, "è spinta ad affrontare il problema inerente alle mediazioni culturali della trascendenza". Tale assunto "fa giustizia dei molti pregiudizi antimetafisici che hanno costretto il pensiero scientifico in un vicolo cieco" e ha consentito ad alcune filosofie intrusioni fittizie e rapporti deleteri, deformanti o equivoci sul ruolo specifico della scienza.

L'autore documenta rigorosamente il lungo e faticoso cammino compiuto dall'impresa tecnoscientifica moderna "per liberarsi dalle interpretazioni pseudo-metafisiche e ideologiche che non le si addicono, preparando l'utopia dello 'scientismo' come anima del positivismo". Con rigorosa periodizzazione puntualizza, invece, che "la trascendenza fa sì che la scienza possa restare rigorosamente nei propri limiti, sfatando la leggenda che essa dia un senso di onnipotenza, conseguente all'impressione di non aver vincoli di ordine etico, né confini di tipo conoscitivo". Queste significative acquisizioni suggeriscono che, per la cultura contemporanea, sia ormai maturato il tempo di aprirsi a una conoscenza capace di comprendere ma anche di trascendere la pura e semplice datità empirica. (Continua)

G. Zigliani “Resoconto Bibliografico” su: Gualberto Gismondi, Cultura tecnologica e speranza cristiana.

(Prossimo testo: Resoconto bibliografico. 3. Speranza cristiana e cultura tecnologica)

“Resoconto Bibliografico” su Gualberto Gismondi, Cultura tecnologica e speranza cristiana

G. Zigliani, RESOCONTO BIBLIOGRAFICO
Libro: Gualberto Gismondi - Cultura tecnologica e speranza cristiana - (Ed. Àncora Milano 1995), pp. 197 - ISBN 88-7610-534-4.

[N.B. Presentiamo il seguente “Resoconto Bibliografico” di G. Zigliani, pubblicato per l’edizione del volume “Cultura tecnologica e speranza cristiana” le cui puntuali analisi e documentate annotazioni sono tuttora utili per contestualizzarne il pensiero].

1. Osservazioni preliminari

Mossi dalla crescente invadenza della tecnologia, esperti e uomini di pensiero si sono interrogati sovente sull’ambivalenza delle sue conseguenze (1). Il dibattito presenta sempre nuovi aspetti, di fronte ai quali molte trattazioni rivelano alcuni limiti. Il primo è la carenza di visioni capaci d'integrare in modo coerente scienza, tecnologia e cultura. Il secondo, ancora più grave, è l'impostazione immanentistica che non consente di far uscire i problemi da un empirismo angusto e comunque ormai obsoleto. Le proposte che ne conseguono, quindi, sono caratterizzate da marginalità, assenza di significati umani e carenza dei valori etici fondamentali. Di qui la mancanza di proposte puntuali, rigorose o di soluzioni veramente innovatrici (2).

Fortunatamente, questi limiti non riguardano un autore che già presentai nel 1994 in un "Profilo operativo" sui rapporti tematici fra fede, teologia, scienza e cultura (3). In esso notavo l'assenza dei limiti e carenze sopra indicati e la validità del suo discorso articolato e innovatore. Tale giudizio è stato autorevolmente confermato da altre recensioni e studi. G. Giannini, in particolare, si è soffermato sull'impianto filosofico del volume “Fede e cultura scientifica” (4).

In esso sottolineava l'importanza di porre la cultura scientifica al centro del tema, in controtendenza a quei richiami e riferimenti generici alla scienza che hanno consentito ormai da secoli, la strumentalizzazione e l'asservimento di questa a ideologie errate e infondate come scientismo, materialismo, immanentismo ecc. Il collegamento proposto e attuato da Gismondi la eleva, invece, al di sopra di ogni piatto empirismo, la apre alla trascendenza e la libera dalle strumentalizzazioni utilitaristiche e individualistiche. (Continua)

Note a: G. Zigliani “Resoconto Bibliografico” su Gualberto Gismondi, Cultura tecnologica e speranza cristiana.

1) N. Postman, Technopoly. La tecnologia alla resa dei conti, (Torino 1993).

2) G. Salvini, "La tecnologia: aiuto o pericolo?", La Civiltà cattolica, 1994 II 154-164.

3) G. Zigliani, "Profilo operativo di un autore: Gualberto Gismondi", Antonianum, LXIX (1994) 2-3, 338-369; opere esaminate: G. Gismondi, Nuova evangelizzazione e cultura, (Bologna 1993); Fede e cultura scientifica, (Bologna 1993); Scienze della religione e dialogo inter-religioso, (Bologna 1994). La tematica è stata approfondita più sistematicamente da: G. Zigliani, "Il superamento delle antinomie scienza-fede-teologia nell'opera di Gualberto Gismondi", in Lateranum, LXI (1995) 1, 107-175.

4) Giorgio Giannini, "Anche la cultura scientifica viene spesso strumentalizzata", L'Osservatore Romano, 10.6.1994, 3.

(Prossimo testo: Resoconto bibliografico. 2. Scienza, empiria, tecnologia)

giovedì 25 dicembre 2008

Indice generale di: Cultura tecnologica e speranza cristiana

Gualberto Gismondi

Cultura tecnologica e speranza cristiana

Indice generale (continuazione)

Cap 6. Progresso tecnologico, lavoro, società

1. Far coincidere progresso tecnologico e sociale-civile
2. Progressismo tecnologico: conflitti ideologici e strategia culturale
3. Sviluppo tecnologico e perdita dei valori umani fondamentali
4. "Scientismo economico" e funzione ideologica
5. Lavoratori, sindacati e ideologia del progresso tecnologico
6. Nuovi concetti e nuova consapevolezza
7. Meccanismi correttivi “infallibili” e persone
8. Ambiguità e difficoltà della transizione
9. Maggior competitività e “prosperità
10. Riflessioni conclusive

Cap. 7. Società informatiche, automatismi e utopie

1. Dimensione religiosa e automatismi informatici
2. Rilievi critici sulla "società informatica"
3. Innovazione tecnologica, decisioni e automatismi
4. Limiti dei mutamenti previsti
5. Situazioni non troppo nuove
6. Informazione, democrazia, totalitarismo
7. Terzo Mondo, tecnologie informatiche, sviluppo
8. Informazione, significati e cultura
9. Critica sociologica e superamento delle ideologie
10. Evoluzionismo, ideologie tecniciste e utopie rivoluzionarie
11. Ottimismo evoluzionista e progressismo tecnologico
12. Sintesi conclusiva

Cap. 8. Cultura tecnologica e dimensione antropologica

1. Cenni introduttivi
2. Tecnica e cultura in Gaudium et Spes
3. Tecnica: operazioni, fenomeno, mezzo e ambiente
4. Tempi tecnologici e ritmi umani
5. La simbiosi uomo-ambiente tecnico
6. Tecnologia: da "mediatrice" a "creatrice" di cultura
7. Tecnica come sistema
8. Espansione dei sistemi e aumento delle negatività
9. Mitizzazione e demitizzazione della tecnologia
10. Speranze e previsioni tecnologiche
11. Ingerenze tecnocratiche e condizionamenti politici
12. Tecnica e svuotamento dell'uomo
13. Riflessioni conclusive

Cap. 9. Per una prospettiva umanistica della tecnologia

1. Cenni introduttivi
2. Tecnologia in prospettiva umanistica
3. Svelamento di scienza, tecnica e cultura
4. Finitezza e non-conservazione
5. Cultura tecnomorfa, informaticità, modularità
6. Uomo, lavoro, società, cultura
7. Labilità "tecnologica" e consistenza "sapienziale"
8. Per una nuova cultura tecnologica
9. Cultura, religioni, fede
10. Centralità del ruolo culturale della fede
11. Tecnologia, valori, coscienza

Cap. 10. Cultura tecnologica e coscienza critica

1. Significati di scienza e tecnica
2. Tecnologia, potere e costrizione
3. La provocazione ambigua della tecnologia
4. Scienza, tecnologia e nichilismo
5. Cultura tecnologica fra nichilismo alienazione e solitudine
6. Superstizioni e miti: scienza, potere, progresso
7. Tecnologia fra conservazione e trascendenza
8. Cultura tecnoscientifica e "falsa coscienza"
9. "Presenza nascosta": provocazione e libertà
10. Sintesi conclusiva

Cap. 11. Cultura tecnologica, economia, tecnologia
1. Tecnologica ed economia
2. Tecnologia, economia, razionalità e postulati
3. Scienza economica: problemi e difficoltà
4. Economia: fra "rivoluzioni" e "riorientamenti teorici"
5. Economia: leggi, teorie, scientificità
6. Senso e uso di “capitalismo
7. Senso e uso di “economia di mercato
8. Dai modelli di lotta alla solidarietà
9. Etica economica
10. Eteronomia del modello etico?
11. Giochi a "somma zero" e "maggiore di zero"
12. Modelli comportamentali, ideologie, neutralità
13. Riflessioni conclusive

Cap. 12. Tecnologia e "principio speranza"

1. Cultura tecnologica: valori e significati
2. "Principio speranza" fra immanenza e trascendenza
3. Speranza e riconoscimento dell'altro
4. Luci e ombre delle "speranze immanenti"
5. Oltre le speranze "secolari"
6. Speranza e trasgressione dell'immanenza
7. Cultura tecnologica fra mitologia e realismo
8. Speranza teologale e progettualità
9. Speranza e tecnicità in Genesi
10. S. Paolo e la speranza integrale
11. Speranza, progettualità, opere della speranza
12. Amore, speranza, dialettica della gratuità
13. La "speranza unitiva" di Francesco
14. Sintesi conclusiva

Cap. 13. Speranza cristiana e cultura tecnologica

1. Speranza, dottrina sociale, impegno etico
2. Speranza cristiana e liberazione globale
3. Secolarismo: entropia spirituale
4. Riconciliare le speranze
5. Speranza, tecnologia, lavoro
6. Speranza, mondo, cosmo
7. Speranza, economia, etica, sviluppo
8. Speranza, economia, etica, sviluppo
9. Da “Quadragesimo Anno” a “Mater et Magistra
10. “Pacem in Terris” e “Populorum Progressio
11. “Laborem Exercens” e speranza
12. “Sollicitudo Rei Socialis” e speranza
13. “Centesimus Annus” e speranza
14. Cultura tecnologica e "cambiamento"
15. Mutamento e impegno sociale
16. Riflessioni conclusive

Conclusioni finali

1. Tecnologie, speranze, contesti
2. Dalla tecnologia alla “cultura
3. Speranza cristiana e cultura tecnologica: sintonie e sinergie

Lessico interdisciplinare dei termini tecnici

(Fine dell'Indice)

(Prossimo testo: G. Zigliani “Resoconto Bibliografico” su G. Gismondi, Cultura tecnologica e speranza cristiana)

(da Gualberto Gismondi: Cultura tecnologica e speranza cristiana)

Indice generale di: Cultura tecnologica e speranza cristiana

Gualberto Gismondi

Cultura tecnologica e speranza cristiana

Indice generale


Introduzione

Cap. 1. Tecnicità, scientificità, cultura tecnologica

1. Cenni introduttivi
2. Scienza, tecnica, tecnologia, sistemi tecnologici
3. Due "stereotipi mentali"
4. Connaturale "tecnicità" della scienza
5. Umanesimo, capacità tecnologica e speranza
6. Razionalità tecnoscientifica e "senso della vita"
7. Ragione umanistica e razionalità tecnologica
8. Ragione scientifica e recupero dei "significati"
9. Tecnologia e interazione socio-culturale multipla
10.Tecniche, scelte e valori
11. Sintesi conclusiva

Cap. 2. La prospettiva bio-sistemica

1. Cenni introduttivi
2. Tecnologia in prospettiva bio-sistemica
3. Le alterne fasi della tecnologia
4. Il progressivo inserimento del sociale
5. Rapporti fra tecnologia e scienza
6. Tecnologia come simbiosi di macchine, uomo, società
7. Sistemi tecnologici e loro patologie
8. Tecnologia come processo senza finalità
9. Difficoltà delle innovazioni
10. Adattamento sociale e meccanismi regolatori
11. Tecnologia e trasformazioni ambientali
12. Tecnologia e mutamenti sociali
13. Tecnologia, società, culture
14. Tecnologia come strumento sociale
15. Sistemi: "finalità" e "teleologia" rivalutate nella scienza
16. Riflessioni conclusive

Cap. 3. La concezione evoluzionista

1. L’interpretazione evoluzionista della tecnologia
2. Variabile cenetica e società tecnologiche avanzate
3. Società tecno-industriali avanzate e specie umana
4. Sistemi tecnologici, vita familiare e sopravvivenza
5. Sistemi tecnologici e dinamismi dell'identità umana
6. Tecnologia da mezzo a sistema autotelico
7. Valutazioni contrastanti (aspetti positivi)
8. Aspetti negativi, spersonalizzazione e negazione di libertà
9. Riflessioni conclusive

Cap. 4. Tecnologia in scansione storica

1. Tecnica nella preistoria e nell'antichità
2. La tecnica nel contesto biblico
3. Tecnica e Medioevo
4. La tecnica nel Rinascimento
5. La tecnologia nell'epoca moderna
6. I contrasti del secolo XX
7. La critica umanistica e filosofica
8. Sintesi conclusiva

Cap. 5. Utopie tecnologiche, futurologie, società informatiche

1. La teoria delle "fasi" delle società
2. Diversità di "risorse strategiche"
3. Nuovi caratteri delle società informatiche
4. I diversi stadi tecnologici
5. Incertezza delle innovazioni
6. Economia nazionale e mondiale: planetarizzazione e interdipendenza
7. Affidamento istituzionale e auto-affidamento
8. Democrazia rappresentativa e partecipativa
9. Strutture a "piramide" e a "rete"
10. Transizione alle società informatiche: i problemi
11. Riflessioni conclusive
(Continua)

(Prossimo testo: Indice generale - continuazione)

da Gualberto Gismondi: Cultura tecnologica e speranza cristiana

mercoledì 24 dicembre 2008

Lessico interdisciplinare dei termini tecnici (da Cultura tecnologica e speranza cristiana)

Cultura tecnologica e speranza cristiana

(Termini da: Sistema economico a Verificazionismo)

Sistema economico, schemi di organizzazione e di controllo su che cosa, quanto, come e per chi produrre, mediante la definizione di tre elementi: a) soggetto proprietario del mezzi di produzione; b) soggetto che decide l'assegnazione dei mezzi; c) meccanismi di motivazione degli operatori economici.

Sistemistica, vedi Scienza dei sistemi.

Strumentalismo, dottrina filosofica per cui il pensiero non sarebbe rispecchiamento della realtà ma strumento per operare su di essa.

Sviluppo economico, (di un paese) in senso economico può essere definito come aumento, nel lungo periodo, della capacità di fornire beni economici sempre più diversificati alla sua popolazione; tale crescente capacità si fonda sullo sviluppo tecnologico e sugli aggiustamenti istituzionali e ideologici che rende necessari.

Tecnicismo, prevalere del fattore tecnico (impiego di materiali e mezzi) sui fattori che originariamente ispirano un'attività umana; tendenza a risolvere nella tecnica tutto il mondo umano o tutta la realtà.

Tecnocrazia, governo dei tecnici come migliore forma possibile; predominio di tecnici e specialisti nella vita sociale, politica ed economica dello Stato.

Teologale, virtù che ha per oggetto Dio ed è infusa dallo Spirito Santo. Sono tali: fede, speranza, carità.

Transdisciplinare, approccio tra varie scienze o discipline volto a mettere in comune la totalità dei principi di base di ogni scienza, per ritrovarne il fondamento unificante, quindi più avanzato e complesso di quello interdisciplinare.

Uscite negative, risultati negativi e conseguenze dannose per le persone e per l'ambiente, derivanti dalle attività e dai processi dei sistemi tecnologici (inquinamento fisico, chimico, nucleare, naturale, biologico, psicologico, sociologico, ideologico, etico ecc.).

Utilitarismo, teoria o filosofia che pone alla base delle scelte e delle decisioni umane solo ciò che è utile.

Variabile cenetica, variabile che provoca variazioni correlate in altre che, pur essendo reciprocamente indipendenti, appaiono convergenti verso un obiettivo comune.

Verificazionismo, epistemologia e filosofia, pretesa, eccessiva e indimostrabile del neo-positivismo (o positivismo-logico), di ritenere soltanto ciò che era scientificamente dimostrabile vero (verifica). Popper la confutò, dimostrando che un'asserzione scientifica non può mai essere dimostrata vera (verificata), ma soltanto falsa (falsificata); vedi Falsificazionismo.

(Fine del "Lessico interdisciplinare dei termini tecnici")

(Prossimo testo: Indice Generale)

(da Gualberto Gismondi: Cultura tecnologica e speranza cristiana)

Lessico interdisciplinare dei termini tecnici (da Cultura tecnologica e speranza cristiana)

Cultura tecnologica e speranza cristiana

(Termini da: Reddito nazionale a Sintropia )

Reddito nazionale (RN), accrescimento continuativo (flusso) di beni e di servizi, tradotto in moneta per rendere omogenee e comparabili le varie voci. Il suo studio quantitativo costituisce un dei problemi sociali più importanti, difficili e soggetti a indeterminatezze.

Relativismo, teoria che nega l'esistenza di principi e dati assoluti e osserva i fenomeni ponendoli in relazione con gli altri.

Retroazione, in tecnologia, si dice dimeccanismi di autoregolazione in base ai risultati.

Ricerca, termine con numerose specificazioni: a) pura, se perseguita per il puro piacere intellettuale o desiderio di conoscere; b) di base, se orientata ai problemi fondamentali; c) tattica, se orientata verso un obiettivo specifico; d) di sviluppo, se finalizzata all’adattamento di tattiche riguardanti le esigenze della produzione e del consumo su larga scala; e) operazionale, se riguarda l’applicazione di metodi, tecniche e strumenti scientifici ai problemi relativi alle operazioni di un sistema.

Riduzionismo, a) tendenza della scienza moderna a scomporre nelle sue parti elementari un oggetto o problema e a studiare il tutto in funzione di esse; b) ideologia scientista che nega o proclama irrilevante e insignificante tutto ciò cui non si può applicare il suo metodo; c) ideologia scientista che propone per ogni scienza i modelli metodologici e concettuali propri della fisica. In questo senso viene pure detta: fisicismo, fisicalismo ecc.

Scientismo, ideologia moderna, dalle molteplici espressioni e contenuti, quali: a) la scienza (o solo la scienza) può conoscere tutta la realtà e spiegarla mediante i suoi principi e i suoi metodi; b) le conoscenze scientifiche (o solo le conoscenze scientifiche) sono credibili, oggettive, incontrovertibili, ecc.; c) tutto ciò che non può essere indagato scientificamente è inesistente o irrilevante o privo di senso, ecc.

Scienza dei sistemi o sistemistica, studio dei sistemi viventi, socioeconomici e materiali, considerati come entità concettuali o fisiche costituite da elementi.

Simulazione, in informatica nuovo modo, teorico e sperimentale, di affrontare i problemi scientifici.

Sintropia, fisica, biologia, secondo L. Fantappié, processo opposto all'entropia, per cui un sistema, anziché degradare, tende a forme sempre più organizzate ed efficienti. (Continua)

(Prossimo testo: da Sistema economico a Verificazionismo)

(da Gualberto Gismondi: Cultura tecnologica e speranza cristiana)

Lessico interdisciplinare dei termini tecnici (da Cultura tecnologica e speranza cristiana)

Cultura tecnologica e speranza cristiana

(Termini da: Meccanicismo a Razionalismo)

Meccanicismo, fisica, epistemologia, filosofia: visione del mondo, nata con Cartesio e accettata da Newton, che spiegava la realtà in termini di moto locale di oggetti elementari. Superata dalle ricerche e teorie fisiche più recenti, è stata abbandonata.

Metafisica, parte della filosofia che, procedendo oltre i dati dell'esperienza, studia i principi essenziali della realtà.

Microeconomia, parte della teoria economica che studia il comportamento delle singole unità economiche, come le imprese, il mercato di un dato bene, ecc.

Microprocessore o microelaboratore, è l'unità centrale di elaborazione realizzata in uno solo o più circuiti integrati.

Modelli matematici, hanno la stessa finalità delle teorie. Consentono di rendere deducibili i singoli fenomeni e di classificarli in un contesto più ampio. Rivestono grande portata pratica, consentendo livelli di analisi teorica sempre più astratta. Al primo livello astraggono dai loro obiettivi immediati per esplorare l'ambito delle loro possibilità. Al secondo livello verificano se ciò che è attuato da un sistema naturale può essere eseguito da un sistema tecnico. Al terzo livello creano sistemi di trasmissione per studiarne le possibilità di applicazione.

Naturalismo, teoria o filosofia che considera come unica realtà i fenomeni e le leggi naturali.

Oggettivismo, filosofia e epistemologia, nel positivismo, vecchia dottrina che considerava i "fatti" e la loro verifica empirica come l'unico criterio per accertare la verità scientifica.

Olismo, olistico, teoria per cui gli organismi sono un tutto, superiore alla semplice somma delle parti.

Ontologia, Parte della filosofia che studia le modalità fondamentali dell'essere in quanto tale al di là delle sue determinazioni particolari.

Paradigma, insieme di presupposti, generalmente inconsci, propri di persone, gruppi e periodi di tempo, che costituiscono il quadro di riferimento dei procedimenti scientifici normali da cui provengono opinioni, ipotesi, leggi e toerie scientifiche.

Positivismo, indirizzo filosofico della seconda metà del secolo XIX che, fondando la conoscenza sui fatti e rigettando ogni forma di metafisica, intendeva estendere il metodo delle scienze a tutti i settori del pensiero umano (a volte questo concetto viene denominato pure fisicismo e fisicalismo).

Prodotto nazionale lordo (PNL), valore della produzione finale di beni e servizi immessi sul mercato nell'arco di un anno, stimato sulla base dei prezzi di mercato.

Razionalismo, atteggiamento che assume come riferimento esclusivo ed assoluto la ragione umana. (Continua)

(Prosssimi termini: da Reddito nazionale a Sintropia)

(da Gualberto Gismondi: Cultura tecnologica e speranza cristiana)

Lessico interdisciplinare dei termini tecnici (da Gualberto Gismondi: Cultura tecnologica e speranza cristiana)

Cultura tecnologica e speranza cristiana

(Termini da: Falsificazionismo a Materialismo)

Falsificazionismo, dottrina epistemologica e filosofica per cui le affermazioni scientifiche non possono essere mai provate "definitivamente" vere, ma soltanto false; cf. verificazionismo.

Feedback, vedi Retroazione.

Fenomenologico metodo, indica il "modo di considerare" l'oggetto, rispettandone la verità nascosta nella sua realtà (intenzionalità), da svelare ed articolare nelle sue categorie.

Fisicalismo, fisicismo, a) dottrina epistemologica e filosofica, derivata dal neopositivismo, che riconosce dotati di senso solo gli enunciati relativi all'ordine spaziale e temporale; b) dottrina epistemologica per cui il metodo della fisica costituisce il modello di ogni scienza.

Funzionalismo, termine usato in diverse scienze umane (psicologia, sociologia) e in epistemologia e filosofia, con diverse sfumature. In genere indica che la validità di una proposizione o concetto non può essere determinata al di fuori delle conseguenze del suo uso (funzionale).

Giustificazionismo, dottrina epistemologica e filosofica per cui le affermazioni scientifiche possono essere provate definitivamente vere.

Gnoseologia, disciplina filosofica che, in senso largo, comprende tutto il complesso delle ricerche intorno ai problemi della conoscenza e, in senso stretto, studia le condizioni di validità delle nostre conoscenze.

Indeterminismo, fisica, teoria per cui gli eventi non sono legati da alcun rapporto deterministico di causa-effetto.

Ingegneria dei sistemi, scienza dei sistemi applicata ai sistemi materiali, in parte opera dell'uomo e suscettibili di controllo da parte sua.

Innovazione tecnologica, applicazione su scala industriale di una scoperta scientifica e tecnica frutto dell'attività di ricerca e di sviluppo.

Invenzione, scoperta di una nuova proprietà, di un nuovo processo, ecc.

Luddismo, movimento di operai inglesi che, nel primo Ottocento, nelle industrie, distruggevano le macchine viste come cause di disoccupazione. Prese il nome dall'operaio Ned Ludd che, nel 1779, per protesta, distrusse una macchina tessile.

Macroeconomia, parte della teoria economica che studia i problemi di dimensioni generali, come il reddito nazionale, l'occupazione, il livello dei prezzi, ecc.

Materialismo, credenza nel primato e nella superiorità di ciò che è materiale, collocando ciò che è spirituale e personale (operare umano, valori morali ecc.), direttamente o indirettamente in una posizione subordinata alla realtà materiale. (Continua)

(Prosssimi termini: da Meccanicismo a Razionalismo)

(da Gualberto Gismondi: Cultura tecnologica e speranza cristiana)

Continua il Lessico interdisciplinare dei termini tecnici

Cultura tecnologica e speranza cristiana

(Termini: da Corroborare a Falsificare)

Corroborare, convalidare o confermare un'ipotesi. Termine usato in sostituzione di "verificare" nel senso di: dimostrare la verità di un'ipotesi, che le recenti epistemologie ritengono inattuabile.

Degradazione dell'energia, in fisica, passaggio dell'energia dalle forme superiori (elettrica, meccanica, ecc.) all'energia termica, o di energia da temperatura più elevata a temperatura più bassa. L'energia termica è la forma di energia nella quale, in ogni fenomeno naturale, tutte le altre forme di energia tendono a trasformarsi. Il passaggio inverso non avviene mai spontaneamente, ed è comunque sempre accompagnato da fenomeni di compenso. Pertanto l’energia così ottenuta è considerata di qualità inferiore.

Determinismo, dottrina scientifica, epistemologica e filosofica che attribuisce ogni fatto alla necessità causale, escludendo ogni libertà e caso. Può assumere significato fisico, psicologico e metafisico. Il determinismo tecnologico sostiene l'esistenza indipendente della tecnologia e il suo potere di plasmare la vita dell'uomo e della società.

Econometria, ramo dell'economia che utilizza la matematica e la statistica per studiare le relazioni fra le variabili economiche.

Economismo, economicismo, dottrine che assegnano all'economia un posto preponderante nell'insieme delle attività umane; considerazione dei problemi umani secondo finalità o in prospettive esclusivamente economiche.

Edonismo, filosofia o atteggiamento che pone il piacere a fine dell'azione umana.

Entropia, in un sistema fisico, è la perdita irrecuperabile di energia utile, dovuta alla sua trasformazione in calore. Il suo aumento è indice di crescita del disordine e di diminuzione dell'efficienza del sistema.

Epistemologia, o filosofia della scienza, disciplina che riflette criticamente sui fondamenti, i principi, i metodi, il linguaggio, l'attendibilità, l'oggettività, l'esattezza, la veridicità, ecc. della conoscenza scientifica.

Ermeneutica, scienza delle norme che permettono di scoprire e interpretare il senso autentico di un testo. Nel pensiero filosofico moderno ha assunto un senso più generale di metodo del comprendere, proprio della filosofia (storicismo, fenomenologia), che istituisce continue correlazioni fra il sé e l'essere, in un processo che va dalla totalità delle manifestazioni umane alle sue parti e viceversa.

Escatologia, parte della teologia che tratta del destino finale dell'uomo e dell'universo.

Evoluzionismo, teoria secondo la quale gli organismi attualmente viventi sarebbero progressivamente derivati da forme più semplici nel corso di un processo che dura da centinaia di milioni d'anni. Essa pone due ordini di problemi tuttora irrisolti: l'individuazione delle sue prove e la conoscenza dei mecccanismi che presiedono all'evoluzione.

Falsificare, confutare un'ipotesi e/o teoria, dimostrandone la falsità. (Continua)

(Prosssimi termini: da Falsificazionismo a Microeconomia)

(da Gualberto Gismondi: Cultura tecnologica e speranza cristiana)

martedì 23 dicembre 2008

Lessico interdisciplinare dei termini tecnici (da Gualberto Gismondi: Cultura tecnologica e speranza cristiana)

Gualberto Gismondi: Cultura tecnologica e speranza cristiana

LESSICO INTERDISCIPLINARE DEI TERMINI TECNICI


(N.B. Poiché il volume si avvale dei risultati di molteplici saperi, scienze e discipline, per facilitarne la lettura e la comprensione, in questo lessico interdisciplinare presentiamo le definizioni dei termini specialistici.

(Termini da: Antropologia a Convenzionalismo)

Antropologia, insieme di discipline scientifiche e filosofiche che hanno per oggetto l'uomo, la sua vita e le sue caratteristiche.

Assioma, verità o principio certo, indiscutibile, evidente per sé, costituente la base per l'ulteriore elaborazione e ricerca.

Assiomatica, a) in epistemologia, tendenza a concepire la scienza come un sistema ipotetico deduttivo, basato esclusivamente su un insieme di assiomi scelti ad arbitrio, purché compatibili; b) in matematica, (critica dei fondamenti) ramo delle scienze matematiche che discute i principi della matematica.

Automazione, tecniche che tendono a sostituire il lavoro umano mediante macchine capaci di: a) eseguire lavori materiali, b) controllare lo svolgimento dei processi lavorativi

Autotelico (sistema), in tecnologia sistema che ha i suoi propri fini o li determina da sé.

Babbage (principio di), in base ad esso l'imprenditore suddivide il lavoro nel maggior numero di operazioni, per poter acquistare dal lavoratore soltanto quelle di cui ha bisogno.

Biosoma
, insieme delle attività che prolungano l'uomo, socialmente e biologicamente, per mezzo di congegni e di macchine.
Cenetica (variabile), tecnologia, variabile che provoca, in altre variabili indipendenti, variazioni che appaiono convergenti verso un obiettivo comune.

Complementarità, uso di concetti diversi ma complementari, per spiegare fenomeni non spiegabili mediante un modello unico.

Conservazione della materia, fisica e fisico-chimica. È una dizione impropria della forma più corretta: "conservazione della massa". Come tale: a) in fisica classica è il principio che postula l'invariabilità della massa di un dato sistema materiale (punto, insieme di punti, corpo continuo o sua generica parte), durante un suo qualsiasi moto, quali che siano le azioni cui esso è soggetto; b) in fisico-chimica esprime il principio per cui, durante tutte le possibili trasformazioni di un sistema chimico, la massa totale rimane costante.

Contrattualismo, dottrina filosofica, politica e giuridica dei secoli XVI-XVIII, fondata sui principi del contratto sociale, per il quale le società e i loro legittimi poteri nascono dall'accordo di individui liberi e indipendenti.

Convenzionalismo, dottrina epistemologica e filosofica che: a) nega all'esperienza la possibilità di decidere la verità di un gruppo di assiomi; b) considera leggi, affermazioni, procedure scientifiche ecc., come semplici accordi o convenzioni. (Continua)

(Prosssimi termini del "Lessico": da Corroborare a Falsificare)

(da Gualberto Gismondi: Cultura tecnologica e speranza cristiana)

3. Speranza cristiana e cultura tecnologica: sintonie e sinergie (Conclusioni finali)

Conclusioni finali
3. Speranza cristiana e cultura tecnologica: sintonie e sinergie

Dai vari capitoli, e soprattutto gli ultimi tre, è emerso sempre più chiaro che una nuova cultura tecnologica è possibile a condizione che Speranza biblico-cristiana e originaria istanza antropologica della tecnicità si sintonizzino e sinergizzino nel: 1) riconoscere e rispettare tutte le esigenze autentiche della persona umana; 2) sostenere gli sforzi umani volti a soddisfarne le esigenze prioritarie e fondamentali; 3) non puntare al superfluo, ma alla soddisfazione dei compiti spirituali più elevati.

Operando queste sintonie-sinergie, cultura tecnologica, scienze e tecnologia possono rispondere alle esigenze di: 1) migliorare la natura umana e ambientale; 2) attenuare l'insoddisfazione e l’inappagamento umano di fronte a qualsiasi progresso e avanzamento naturale, storico e mondano; 3) rispettare l'insopprimibile anelito a una vita e a un mondo diversi; 4) aiutare a capire la necessità del trascendente e del soprannaturale per appagare l'incolmabile desiderio umano di liberazione da ogni limite e condizionamento.

Nel loro insieme, però, queste sintonie-sinergie confermano la necessità di un'apertura al “totalmente e radicalmente Altro”. Annullandola o negandola, annulliamo e neghiamo l’essere umano. Riconoscendola e valorizzandoila possiamo sanare le lacerazioni inferte dal grave errore della cultura moderna: la separazione dell'originaria istanza antropologica della tecnicità dalla speranza biblico-cristiana. Così separata essa è finita nelle "gabbie d'acciaio" delle speranze immanenti, scientiste, tecniciste ed economiciste e delle tecnocrazie che l'hanno imprigionata in uno sterile "tecnicismo" asservito agli interessi parziali e ai poteri dominanti.

Poiché furono tali sottrazioni e forzature a creare il problema, non possono esserne la soluzione. Ormai l’ideologia scientista-tecnicista trascina nel suo declino tutte le sue derivazioni, comprese quelle economiciste. Ciò consente a scienze e tecniche di riacquistare la propria identità e dignità di saperi significativi, superando il ruolo subalterno di saperi strumentali, finalizzati al mero utilitarismo. A tal fine, però, devono aprirsi alla verità dell'uomo e all’autentica trascendenza, liberandosi daigli attuali complessi e pregiudizi.

Queste aperture hanno sempre valorizzato le migliori capacità dell'intelligenza umana: inventiva, creatività, concretezza, realismo, audacia, novità, perfettibilità ecc. Solo esse possono far superare, oggi, il “falso dilemma” generato dalla cultura moderna, fra “arresto della tecnologia o catastrofe del pianeta”. La speranza cristiana non è soltanto una “virtù teologale” ossia “forza divina” ma anche “virtù antropologica” o “forza umana" che, illuminata e sostenuta teologalmente, può attuare gli "impegni e le opere" volti a realizzare l’originaria istanza antropologica della tecnicità, più volte qui approfonditi.

Essa può farlo perché agisce sulle componenti decisive della persona e della cultura: consapevolezza, coscienza, responsabilità, atteggiamenti interiori e comportamenti umano-sociali. Queste componenti, liberate dai miraggi illusori dell’egoismo, del potere e della ricchezza, possono costruire un’autentica cultura tecnologica e una tecnologia capaci di cooperare concretamente al vero bene dell'umanità.

(Fine delle “Conclusioni finali” e di: "Cultura tecnologica e speranza cristiana")

(Prossimo testo: Lessico interdisciplinare dei termini tecnici (da: Cultura tecnologica e speranza cristiana).

(da Gualberto Gismondi: Cultura tecnologica e speranza cristiana)

lunedì 22 dicembre 2008

2. Dalla tecnologia alla “cultura” (Conclusioni finali - Cultura tecnologica e speranza cristiana)

Cultura tecnologica e speranza cristiana
Conclusioni finali

2. Dalla tecnologia alla “cultura”


Dall'analisi dei numerosi giudizi critici di molti autori, abbiamo ricavato alcuni elementi da valorizzare in un contesto più ampio (filosofico, umanistico, antropologico, etico, teologico), come significative istanze o provocazioni o invocazioni e desideri in cerca di approdo. Le proposte di E. Bloch e R. Garaudy, di una "speranza immanente" esclusivamente terrena, chiusa a ogni Trascendenza, si sono dimostrate incoerenti, contraddittorie, prive di concreto futuro e, quindi, votate all'inconsistenza. Di qui la questione ineludibile: abbandonare la speranza per l'immanenza o l'immanenza per la speranza? La prima opzione nega il problema e le proposte. La seconda si affida a immagini astratte, irreali, vuote di sostanza.

Rischi, avventura e impegno umano si mostrano possibili solo nel contesto di una speranza nuova, diversa, che si misuri con le sfide del Trascendente e i suoi inevitabili tornanti, religiosi, teologali ed escatologici. Le speranze terrene valgono in quanto interpellano la speranza profetica, scevra da "trascendentismi", ma impegnata e operosa nell'incarnare, qui e ora: giustizia, verità, fede, carità e altri valori del Regno. Essa non può prescindere dalle sue dimensioni: teologale, antropologica, religiosa, etica, culturale, sociale, storica, politica, economica ecc.

A sua volta, la speranza teologale non può sottrarsi alle esigenze e domande della cultura tecnologica. Esse la sfidano a sviluppare i valori fondamentali della cultura sociale-solidale, della democrazia solidale e dell'economia sociale-solidale. Provveduto a questo, essa dovrà indicare come ispirare e orientare i progetti, le innovazioni e i sistemi tecnoscientifici all'originaria istanza antropologica della tecnicità e alla sua funzione autenticamente liberatrice di persone e società. È questo il contenuto e il progetto di una cultura tecnoscientifica rispettosa della Trascendenza. (Continua)

(Prossimo testo: 3. Speranza cristiana e cultura tecnologica: sintonie e sinergie (Conclusioni finali)

(da Gualberto Gismondi: Cultura tecnologica e speranza cristiana)