9. Surrogati immanenti, giustizia riparatrice
Il cammino delineato in tutti questi capitoli, per elaborare l'umanesimo scientifico, la cultura scientifica e l’etica dell’attività scientifica è certamente arduo ma non impossibile.
Essendo caduti gli assoluti terrestri, sono caduti anche gli idoli della ragione illimitata e assoluta, dell’immanenza totale, dell’incondizionata autonomia dell'uomo e dell’onnipotenza tecnoscientifica.
Protrattisi per gran parte del XX secolo, non dominano più completamente la cultura, i saperi e la scienza. Si può ritornare di nuovo a parlare dell'unico, vero Assoluto Trascendente (5).
Inoltre, i limiti innegabili dell’uomo e i pericoli delle crescenti potenzialità tecnoscientifiche destano più angosce e preoccupazioni che speranze.
Le coscienze sono sempre più incerte e inquiete davanti ai laicismi e secolarismi che non hanno saputo e non sanno rispondere alle domande sul male, la sofferenza, il senso della vita e la morte.
I loro sforzi per censurarle, nasconderle, camuffarle e banalizzarle restano vani. Il pensiero laico più autorevole, serio e onesto, alla metà del XX secolo, si pronunciò chiaramente sui problemi dei mali, sofferenze e ingiustizie ineliminabili dell’esistenza umana.
La prestigiosa “Scuola di Francoforte”, con Max Horkheimer e Theodor W. Adorno escluse ogni possibilità di trovare: a) un qualsiasi surrogato immanente per Dio; b) una qualsiasi giustizia riparatrice senza risurrezione dei morti (6). Riconobbe però, la totale estraneità di questa al pensiero laico e secolare (7).
Ciò significa che la filosofia può essere totalmente critica verso i propri limiti e altrettanto rigorosa e coraggiosa nel riconoscere anche altrove la ragione ragionevole, ma per assumersi tutti i rischi dell’ulteriorità deve avvalersi anche delle luci della fede.
Nel XXI secolo e oltre, quindi, essa può elaborare proposte e risposte, nel pieno rispetto di ogni criticità e rigore razionale. La fede, infatti, ricorda all’uomo che il senso ultimo del tutto non è una costruzione umana e che la salvezza non viene dalle sole mani dell'uomo.
Chiunque, tuttavia, può cercarli e trovarli perché: "chi chiede ottiene, chi cerca trova, a chi bussa sarà aperto" (Mt 7,8; Lc 11,10). In questo cammino i traguardi dell'umanesimo scientifico e della cultura scientifica non sono né inaccessibili né irraggiungibili. (Fine del cap. 16°)
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