lunedì 29 giugno 2009

Gualberto Gismondi, XXI Secolo. Scienze, potenzialità, limiti

Cap. 16° Per una ragione “ragionevole”

9. Surrogati immanenti, giustizia riparatrice

Il cammino delineato in tutti questi capitoli, per elaborare l'umanesimo scientifico, la cultura scientifica e l’etica dell’attività scientifica è certamente arduo ma non impossibile.

Essendo caduti gli assoluti terrestri, sono caduti anche gli idoli della ragione illimitata e assoluta, dell’immanenza totale, dell’incondizionata autonomia dell'uomo e dell’onnipotenza tecnoscientifica.

Protrattisi per gran parte del XX secolo, non dominano più completamente la cultura, i saperi e la scienza. Si può ritornare di nuovo a parlare dell'unico, vero Assoluto Trascendente (5).

Inoltre, i limiti innegabili dell’uomo e i pericoli delle crescenti potenzialità tecnoscientifiche destano più angosce e preoccupazioni che speranze.

Le coscienze sono sempre più incerte e inquiete davanti ai laicismi e secolarismi che non hanno saputo e non sanno rispondere alle domande sul male, la sofferenza, il senso della vita e la morte.

I loro sforzi per censurarle, nasconderle, camuffarle e banalizzarle restano vani. Il pensiero laico più autorevole, serio e onesto, alla metà del XX secolo, si pronunciò chiaramente sui problemi dei mali, sofferenze e ingiustizie ineliminabili dell’esistenza umana.

La prestigiosa “Scuola di Francoforte”, con Max Horkheimer e Theodor W. Adorno escluse ogni possibilità di trovare: a) un qualsiasi surrogato immanente per Dio; b) una qualsiasi giustizia riparatrice senza risurrezione dei morti (6). Riconobbe però, la totale estraneità di questa al pensiero laico e secolare (7).

Ciò significa che la filosofia può essere totalmente critica verso i propri limiti e altrettanto rigorosa e coraggiosa nel riconoscere anche altrove la ragione ragionevole, ma per assumersi tutti i rischi dell’ulteriorità deve avvalersi anche delle luci della fede.

Nel XXI secolo e oltre, quindi, essa può elaborare proposte e risposte, nel pieno rispetto di ogni criticità e rigore razionale. La fede, infatti, ricorda all’uomo che il senso ultimo del tutto non è una costruzione umana e che la salvezza non viene dalle sole mani dell'uomo.

Chiunque, tuttavia, può cercarli e trovarli perché: "chi chiede ottiene, chi cerca trova, a chi bussa sarà aperto" (Mt 7,8; Lc 11,10). In questo cammino i traguardi dell'umanesimo scientifico e della cultura scientifica non sono né inaccessibili né irraggiungibili. (Fine del cap. 16°)

Note:

5) D. Antiseri, "È finito un secolo con i suoi assoluti", in Vita pastorale, 40 (2002), 2, 98-99.

6) T.W. Adorno, Negative Dialektik [1966], Terza parte, III 11, Gesammelte Schriften, Bd, VI, Frankfurt a M., 1973, 395. Cf. Benedetto XVI, Spe Salvi, 42.

7) Adorno, Negative Dialektik, cit. Seconda parte, 207.

Argomenti trattati nel cap. 16°
1. Cultura come unificazione significativa - 2. Antropologia, sapienza, saggezza - 3. Filosofia: senso dell’uomo e del tutto - 4. Filosofia: identità, ruoli, compiti - 5. Filosofia, cultura, scienza - 6. Assoluti, relativi, “assoluti relativi" - 7. Saperi: interrogativi e risposte - 8. Incondizionato ultimo e assoluto autentico - 9. Surrogati immanenti, giustizia riparatrice.

Bibliografia del cap. 16° (in ordine di citazione)
G. Bernardini, "La fisica odierna e alcuni suoi aspetti culturali", in Due Culture?, (Atti del Convegno di Studio del Comitato Cattolico Docenti Universitari, Roma 20-21 maggio 1966), Il Mulino, Bologna 1967, 53-68; "Discussione", 84. V. Mathieu, "I due volti della scienza", in Due Culture?, cit. 9. D. Antiseri, "È finito un secolo con i suoi assoluti", in Vita pastorale, 40 (2002), 2, 98-99. T.W. Adorno, Negative Dialektik [1966], Terza parte, III 11, Gesammelte Schriften, Bd, VI, Frankfurt a M., 1973. Benedetto XVI, Spe Salvi, 42.

(Prossimo testo: Riflessioni conclusive 1. Dallo scientismo al tecnicismo)

(Da Gualberto Gismondi, XXI Secolo. Scienze, potenzialità, limiti)

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