3° Religione: fenomenologia, ermeneutica, metafisica
28. Presenza della verità del logos
Abbiamo visto che l'ermeneutica fenomenologica esistenziale si colloca giustamente al di là di ogni metodologia o tecnica interpretativa, poiché il suo methodos la incammina verso l'illuminazione di quell'Essere, che non è oggetto bensì evento (Ereignis) (61).
Nei paragrafi 22 - 26 abbiamo visto che dall'ermeneutica esistenziale di Gadamer, emerge un’importante indicazione gnoseologica e ontologica: la verità non è oggettivamente statica, ma viva, poiché coinvolge l'Essere e le strutture esistenziali del soggetto.
Per l'ermeneutica, la concezione dell'Essere come evento (Ereignis), indica l'incontro vitale, esperienziale, coinvolgente, capace di trasformare profondamente la coscienza, illuminandola con la sua presenza (62).
La sua esigenza più acuta è l'interiorità, come: presenza illuminante della Parola nella coscienza; interpretazione nello Spirito; circolarità dello spirito con lo Spirito. Essa, quindi, necessita d'integrarsi con la fondamentale esigenza di verità oggettiva dell'essere storico, come confermano anche l'ermeneutica giuridica e l’interpretazione fondativa dei valori etici (63).
Nel processo di comprensione ermeneutica, Gadamer analizzò il ruolo del pregiudizio (Vorurteile). Sostenne, inoltre, che l'esperienza ermeneutica è fondamentalmente storica, perché “nasce dall'incontro tra realtà diverse nell'orizzonte della verità”. Tale orizzonte è la dimensione che consente di cogliere e/o accogliere la verità. Non è, quindi, un confine fisso, ma mobile in quel “qualcosa” che si muove in noi e con noi. Per questo motivo, la vera forma del dialogo è la "fusione di orizzonti"(64).
Gadamer non considerò il "superamento" heideggeriano della metafisica come dissoluzione, soppressione, né come oblio dei problemi fondamentali (65). Esso consiste, invece nel suo compimento e pienezzza. Infine, rendere l'ermeneutica del discorso prioritaria rispetto all'ermeneutica del giudizio svaluta la parola interiore.
Poiché la sua potenzialità cognitiva autentica risiede nell’intellezione veritativa dell'essere, è necessario anteporre il comprendere, indissolubilmente collegato alla verità, al puro capire legato alla conoscenza scientifica. (Continua)
Note:
61) Mura, Ermeneutica e verità, cit., 224-225.
62) "Istanza bettiana", in E. Betti, Teoria generale dell'interpretazione, 2 vv., Milano 1955; Mura, Ermeneutica e verità, cit., 299.
63) Cfr. Mura, Ermeneutica e verità, cit., 300; G. Crifo, "La teoria ermeneutica di Betti", in J. Bleicher, L'ermeneutica contemporanea, Bologna 1986, 43-71.
64) Gadamer, Verità e metodo, cit., 355; Mura, Ermeneutica e verità, cit., 408-409; J. Grondin, Hermeneutische Wahrheit? Zum Wahrheitsbegriff Hans Georg Gadamer. Meisenheim 1982; Id., "La conscience du travail de l'histoire et le problème de la vérité en Herméneutique", in Archives de Philosophie, 1981, 3, 26-41.
65) M. Heidegger, Che cos'è la metafisica?, Firenze 1965, 67.
(Prossimo testo: Cap. 3° Religione: fenomenologia, ermeneutica, metafisica 29. Vocazioni veritative: metafisica, fenomenologia, ermeneutica)
(Da Gualberto Gismondi, Fede, religione, ragione)
0 commenti:
Posta un commento