venerdì 20 gennaio 2012

Gualberto Gismondi, Fede, religione, ragione


Cap 6°. Filosofia, religione, politeismi, monoteismo


19. Monoteismo trinitario: Dio e salvezza


Dopo le premesse generali esposte nel paragrafo precedente, passiamo a riflettere sugli aspetti specifici del monoteismo ebraico e quello cristiano-trinitario. Abbiamo già accennato che, all’interno della lunga storia e della rigorosa tradizione del monoteismo ebraico, si verificò un evento straordinario ed eccezionale, dal cristianesimo definito Incarnazione.

Esso indica che in un preciso momento della storia umana ed ebraica, in un ben definito luogo geografico, apparve un ben identificato uomo: Gesù di Nazaret. Egli sostenne di essere Figlio del Dio Unico d’Israele, vero Rivelatore del Padre che lo aveva inviato nel mondo come Salvatore e Redentore dell’umanità. Egli annunziò anche l’esistenza di una terza persona divina e Dio Unico: lo Spirito Santo.

Riguardo al tema del cosiddetto monoteismo cristiano, va sottolineato anzitutto che Gesù di Nazaret annunziò che il Dio della fede e della religione d’Israele è assolutamente Uno e Unico in tre persone: Padre, Figlio e Spirito Santo. La fede cristiana accolse e diffuse la rivelazione che quest’Unico Dio è sostanza unica in tre Persone.

Per questo il monoteismo trinitario cristiano è rigorosamente unico in tutta la storia: del mondo, dell’umanità, delle religioni. Monoteismo trinitario significa che l’Unico vero Dio, rivelatosi alla e nella fede ebraica, è il Dio Triuno rivelatosi in e da Gesù Cristo, che inviò i suoi apostoli a testimoniarlo e proclamarlo all’umanità di tutti i tempi e luoghi.

Benedetto XVI, nell’ultimo discorso alla Commissione Teologica Internazionale, ribadì che l’Incarnazione del Figlio di Dio, in Gesù Cristo compie la libera disposizione di Dio verso tutti gli uomini (38).

Il Figlio Gesù, rivelando l’intimità di Dio e la profondità del suo legame d’amore con l’uomo, ha illuminato di luce trinitaria il monoteismo ebraico del Dio unico. Da allora il monoteismo trinitario cristiano illumina di luce trinitaria: la vita umana; l’amore e fraternità delle persone; la pace e fratellanza universale dei popoli.

Esercita, quindi, un totale impatto su: il dialogo interreligioso; i rapporti politici e sociali; il dialogo fra fede, filosofia e scienza. Nel cristianesimo, tutto muove sempre dal “mistero trinitario”, che esprime, insieme, il vero volto di Dio e l’autentica salvezza.

Il carattere trinitario, quindi, è ineliminabile da ogni: confronto e dialogo con gli altri monoteismi e politeismi; rapporto interculturale e dialogo interreligioso. Gesù di Nazaret fu crocifisso perché sostenne: “chi ha visto me ha visto il Padre … io sono nel Padre e il Padre è in me” (Gv 14, 9. 11). Professare la fede nel “monoteismo trinitario” comporta anche il provarne la credibilità e dimostrarne l’attendibilità. (Continua)


Note:


38) Benedetto XVI, Discorso ai partecipanti alla Sessione Plenaria della Commissione Teologica Internazionale, 2 dicembre 2011, in Avvenire, 3.12.2011, p. 21.


(Prossimo testo: Cap 6°. Filosofia, religione, politeismi, monoteismo 20. Monoteismo islamico)


(Da Gualberto Gismondi, Fede, religione, ragione)

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