martedì 28 febbraio 2012

Gualberto Gismondi, Fede, religione, ragione



Cap 7°. Linguaggi: religione, arte, filosofia


15. Religione e arte: dal visibile all’invisibile


Riguardo al linguaggi ai quali accennammo nel paragrafo precedente, notiamo che la fede e la religione, per la loro natura, non esigono sontuosità né stili particolari. Ammettono, infatti, forme artistiche di ogni epoca e cultura, derivanti dall’indole dei diversi popoli. Si chiede loro autenticità ed espressività nel rispetto delle esigenze di culti e riti.

L’arte religiosa crea tesori artistici e valorizza quanto creato, nel corso dei secoli, da artisti semplici o eccelsi. Costituisce così un patrimonio di amore e di onore innalzato dalla fede alla gloria divina. Guidati dal loro talento, gli artisti contribuiscono a interpretare e completare gli splendori della creazione divina. Le loro opere e capolavori perpetuano, nel mondo e nei secoli, la bellezza e la grandezza del culto, della fede, della religione e della pietà, che edificano materialmente e spiritualmente.

M. Delahoutre è uno degli autori che hanno approfondito maggiormente i rapporti fra arte e religione, affrontando e mettendo in luce la loro complessità. Egli sottolinea che l’estetica, la storia dell’arte e delle arti coinvolgono da vicino la filosofia della religione, le scienze della religione, in particolare la fenomenologia della religione e, infine, la teologia.

Ciascuna offre suggerimenti e apporti molto utili. Delahoutre nota, inoltre, che: la religione riguarda l’uomo, che è e agisce in rapporto con l’invisibile, mentre l’arte riguarda l’uomo nel suo organizzare la realtà visibile, in funzione di quella invisibile.

La religione, quindi, assicura all’uomo l’unità con se stesso, con le altre persone e con le potenze superiori, invisibili. Le arti, invece, con la loro molteplicità e diversità, espandono la creatività umana.

Alle “belle arti” di un tempo, intese in senso classico, se ne aggiungono sempre nuove. Per capire meglio il rapporto fra arti e religione occorre considerare quanto le ricerche archeologiche e le scoperte antropologiche mostrano riguardo alla più antica preistoria.

Da sempre l’uomo: organizza spazi e tempi religiosi; cerca il senso e il fine della vita; esprime le proprie esperienze, acquisizioni e convinzioni con gesti e segni. Anche la musica fa parte di queste grandi espressioni artistiche, tradizioni e patrimoni d'immenso valore.

In ogni religione, musica e canto sacro sono parte integrante del culto. Essi ammettono varie forme di arte, autentica e vera se orientata a onorare e glorificare Dio e a santificare i credenti.

In essa, sono sempre state riconosciute le tradizioni musicali e le melodie di popoli e regioni, aventi i caratteri della musica sacra ed esprimenti vitalità religiosa, culturale e sociale (40). Di essa tratteremo espressamente ai paragrafi nn. 23-24. (Continua)


Note:

40) Sacrosanctum Concilium cit., cap. VI, nn. 112-121.


(Prossimo testo: Cap 7°. Linguaggi: religione, arte, filosofia 16. Arte e religione: interiorità, conservazione, novità)


(Da Gualberto Gismondi, Fede, religione, ragione)

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