Cap 7°. Linguaggi: religione, arte, filosofia
2. Religione: aspetti personali e sociali
Nei capitoli precedenti ci siamo occupati più volte dei maggiori problemi relativi all'impianto, le strutture e i confronti transdisciplinari, necessari a un discorso filosofico sulla religione, attuale e non obsoleto.
Esso esige, infatti: la comprensione della nuova condizione planetaria dell'umanità; l’allargamento adeguato alla nuova consapevolezza; le risposte alle crescenti esigenze del dialogo interculturale; l’interpretazione corretta delle nuove condizioni della religione; l’adeguatezza alle nuove esigenze dell’attuale filosofare.
La filosofia della religione dev’essere consapevole di queste esigenze e avere la volontà, oltre che le capacità, di approfondirne criticamente le ricchezze. A queste condizioni essa può elaborare contenuti interessanti.
Dovendo trattare macro e micro argomenti, dovrà curare molto la loro organizzazione, e più ancora la loro gerarchizzazione. Dovrà inoltre evitare i rischi di manipolazioni ideologiche consce o inconsce e i pericoli di dogmatismi surrettizi.
Ciò premesso, possiamo riprendere il rapporto fra interiorità ed esteriorità che rimane un tema perenne e centrale delle nostre tematiche e quindi un problema pertinente al nostro argomento. Gli atti religiosi, infatti, pur riguardando l’interiorità, non sono puramente interiori, né limitabili o restringibili alla mera intimità umana.
Allo stesso modo, religione, religiosità, esperienze religiose ecc., non riguardano soltanto l’intimità. Si sviluppano, invece, come fenomeni complessi che coinvolgono le molteplici dimensioni socio-culturali e storico-temporali.
La vitalità di una religione, infatti, è determinata dall’unione e articolazione di moplteplici elementi: atteggiamenti interiori; conoscenze specifiche; convinzioni solide; manifestazioni esterne e visibili.
Gli elementi riguardanti l’oggettività esteriore e quelli appartenenti alla soggettività interiore non si possono surrogare a vicenda. Devono invece, completarsi e integrarsi reciprocamente. Le esperienze religiose, del sacro o del divino, inoltre, non riguardano solo le persone singole, poiché esigono anche la dimensione comunitaria.
Essa implica: modelli di comportamento sociale; autorità, istituzioni e strutture; norme e ruoli di condotta essenziali. (Continua)
(Prossimo testo: Cap 7°. Linguaggi: religione, arte, filosofia 3. Enunciazioni, simboli e modelli religiosi)
(Da Gualberto Gismondi, Fede, religione, ragione)
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