martedì 6 marzo 2012

Gualberto Gismondi, Linguaggi: religione, arte, filosofia


Cap 7°. Linguaggi: religione, arte, filosofia


22. Arte religiosa e sacra: narrazioni e racconto infinito


Nel paragrafo precedente abbiamo sottolineato, in particolare, due esigenze imprescindibili dell’arte sacra. La prima è il continuo approfondimento della relazione con l’infinita bellezza divina che intende esprimere. La seconda è la continua ricerca di ciò che fa risplendere la dignitosa bellezza dell’arte religiosa e sacra.

Entrambe sono fondamentali per far risplendere i contenuti profondi del sacro, del culto, dei riti e di tutte le realtà soprannaturali. L’arte religiosa e sacra condivide con la fede e la religione il fine di lodare e glorificare Dio e di illuminare cuore, mente e spirito umano per orientarli all’infinita bellezza divina.

Nei paragrafi precedenti abbiamo già rilevato il nobile impegno e il valore dell’arte religiosa e sacra. Esso consiste nell’esprimere realtà e prospettive ontologiche come la bellezza e la verità, e teologiche come la salvezza, la santità e bontà. Questa duplice espressività consente di penetrare oltre le apparenze, per svelare la realtà profonda delle cose e illuminarne i significati più intimi e segreti (50).

Questo fatto solleva il problema delle fonti autentiche alle quali l’arte religiosa e sacra possono o devono attingere. Non è facile, e forse neppure possibile, indicare un “dove”, valido per ogni espressione religiosa. Ognuna, infatti, attinge simboli e immagini a realtà, fatti, soggetti, persone ecc. propri e specifici.

In quest’ambito, fede e religione cristiana presentano una situazione emblematica da precisare e distinguere. L’arte sacra cristiana, infatti, ruota essenzialmente attorno alla persona e alla storia di Gesù Cristo. Gli esperti definiscono le sue “narrazioni” un: “racconto infinito”.

La ragione di tale definizione è il continuo coinvolgimento di eterno, divino e infinito. Un’altra ragione è che riscoperte, ripetizioni, reinterpretazioni e riproposizioni della persona, figura ed eventi di Gesù Cristo sono inesauribili (51). Da quest’infinità e inesauribilità derivano problemi complessi.

Il primo è l’impossibilità di riordinare l’infinita varietà della “sterminata pinacoteca” e la sconfinata estensione della “babelica biblioteca” su Gesù (52). Il secondo problema è l’insondabilità delle svariatissime notizie, informazioni, dati e conoscenze su Cristo, fra le quali abbondano anche testi “apocrifi”.

Etimologicamente questi sarebbero “scritti segreti”. Fra essi vi erano anche testi provenienti da ambienti colti ma eterodossi come, ad esempio, gli gnostici egiziani. Dall’Antico e Nuovo Testamento furono giudicati falsificazioni fantasiose, prive di valore storico e dottrinale, inutili, inattendibili, sovente sconvenienti.

Per questa ragione furono tempestivamente e fermamente esclusi dalla fede e dalla Scrittura. Di tanto in tanto, però, qualcuno li riesuma, pensando di scoprirli. (Continua)


Note:

50) Hubbeling, Einführung in die Religionsphilosophie, cit., 161.

51) G. Ravasi, La buona novella. Le storie, le idee, i personaggi del Nuovo Testamento, Milano 1996, 299.

52) Ravasi, La buona novella, cit., 300.


(Prossimo testo: Cap 7°. Linguaggi: religione, arte, filosofia 23. Musica religiosa, sacra, religione dell’arte)


(Da Gualberto Gismondi, Fede, religione, ragione)

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